Archivio della Categoria 'Storie e Racconti'

L’ORSO è TORNATO!

sabato 21 luglio 2007 di Rommy

Vi ricordate il racconto di Gallo del weekend in Val di Sole nel 2004, Il richiamo dell’orso nella foresta?

“Ciclicamente la storia si ripete, cambiano i protagonisti, ma la storia è sempre quella”

Tutto iniziò sabato 30 giugno, all’arrivo presso il centro rafting di Croviana.
Appena scesi dalle macchine, Ida, la barista del centro, ci venne incontro annunciando che non poteva farci montare il nostro accampamento dentro la recinzione del campo da calcio, perché quel fine settimana si sarebbe svolto un torneo, però potevamo sistemare liberamente le nostre tende alla fine del recinto, in una piccola piana in mezzo ad un boschetto.
A quel fine settimana partecipava anche Filippo Laganà, un mio collega, e due suoi compari calabresi Pietro e Alfredo. Alla notizia che avremmo montato le tende fuori dal recinto del campo da calcio, Filippo diede il LA a quello che sarebbe diventato il tormentone del weekend, dicendo con spiccato accento calabrese: ”Ma non è che stanotte m’arritrovo con un orso nella tenda?”. E così ogni qual volta si parlava di tende o di monti, ecco l’ombra dell’orso che sfiorava i pensieri di Laganà.
Poco prima di cena, tra bruschette e Merlot, e poi durante la cena stessa, montammo un bel teatrino per prendere in mezzo il nostro capro espiatorio, il suddetto Filippo Laganà. Tutti non parlavano d’altro che di avvistamenti d’orsi in alta quota, orsi nella valle accanto e così via. Filippo dopo aver ascoltato il vociferare d’orsi, si mise serio e disse: ”NO! …Ma state scherzando vero?”. Io, preso da compassione, lo tranquillizzai, ignaro che in realtà, l’orso si stava lentamente materializzando nei fumi dell’alcol che stavano volteggiando attorno a noi.
Dopo cena il Laganà e Compari Show iniziò al bancone del Chili bar.
Non ne ho il pieno ricordo, ma credo che Pietro diede il via alle danze alcoliche dicendo “Offro io! Cosa bevete?”, da lì in poi ogni scusa era buona, -Bevete che vi fa bene! -Avete offerto voi ora tocca a me! -Se non bevi m’offendo! –Un brindisi per Eleonora! -Un brindisi per Ida! –Un brindisi per questo e quello, e cosi via.
In questo turbinio di bevute, molti avventori del barettino venivano risucchiati dal vortice alcolico dei due compari calabresi, ma riuscivano poi a defilarsi il prima possibile per non rimanere ammaliati dal dio Bacco. Solo il nostro amico tedesco Sasha tenne il ritmo serrato dei nostri protagonisti fin quasi in fondo, per poi rifugiarsi in zona Cesarini in un dissetante e categoricamente analcolico succo alla pera con ghiaccio.
Dopo poco Sasha ed io andammo a dormire nella mia tenda da lancio, lasciando gli ultimi nottambuli a muoversi a tempo di musica nel porticato del Chili bar. Ma in piena notte, eccolo, l’orso arrivò svegliandoci con grugniti, ruggiti e sforzi gutturali che da tempo immemorabile non sentivo.
Il mattino dopo, Sasha il mio coinquilino di tenda, si svegliò verso le sette per andare in bagno, e trovò Filippo che sonnecchiava all’aria aperta sullo sdraio in riva al Noce.
Dopo poco mi alzai anche io, e con aria beffarda vedendo Laganà in stato di “the day after”, gli chiesi se durante la notte avesse sentito l’orso.
Con aria affaticata, Filippo mi raccontò che l’orso si era impossessato di Pietro, ma anche lui non era stato da meno, visto che Luca la nostra guida di hydro, lo aveva sorpreso a dormire abbracciato ad uno di quei grandi tronchi d’albero accatastati di fianco al centro rafting.
Risultato finale, vodka liscia e alla pesca contro Filippo e Pietro: vince la vodka.

Dice il saggio:” in Trentino bevi il vino o la grappa, non la vodka che è vigliacca”

Attacco a San Luca Missione Compiuta!!!

venerdì 20 luglio 2007 di Rommy

20 Luglio, ore :17.30, 40° all’ombra


Siamo appena tornati dalla sfida lanciata al caldo torrido di questi giorni e al famoso San Luca, il colle che più da vicino si affaccia su Bologna.
In questa sfida alla calura, si è unito a me e Danilo anche il nostro guru spirituale delle due ruote, colui che, la leggenda narra, potrebbe trainare su per i tornanti della malga, che noi percorriamo solitamente in macchina in prima, massimo seconda marcia, una roulotte con attaccato a sua volta uno spargi letame. Costui è sua maesta ciclistica Bombo.

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Abbiamo scalato il colle in poco più di quaranta minuti, Danilo nonostante fosse la prima volta che si cimentava in una salita, un po più impegnativa del ponte vecchio di Pieve, se l’è cavata egregiamente.

Tornati in pianura Bombo ha ripreso la via per casa, avendoci raggiunto a Bologna direttamente in bici, Danilo e io per defaticare le nostre esili gambine, siamo andati a fare una breve escursione al parco Talon di Casalecchio.

Totali km percorsi 22.75, per metà in salita, senza allenamento e soprattutto, con 40° all’ombra.

CALDO ORBO vs PREXTREME.COM vince il PREXTREME.COM

Val di Sole… riassunto di un week end.

mercoledì 11 luglio 2007 di Rommy

Le Alpi, il Noce e una buona compagnia sono gli ingredienti che, da sempre, rendono la nostra gita in Trentino un momento d’aggregazione, relax e divertimento veramente particolare. Quest’anno il week end è stato un p’ò più spartano del solito, ma proprio per questo, ci ha inserito ancora di più nel contesto naturale della Val di Sole.

Sabato è trascorso leggero tra: passeggiate, giretti in mountain bike, rafting, pennichelle in riva al torrente e la prima discesa indipendente del PREXTREME.COM in hydrospeed.
Per la prima volta Pozzi ed io accompagnati da Alessandro di Sondrio e suo figlio Valentino, di tredici anni, abbiamo fatto hydro senza una guida che ci indicasse il tracciato.
L’esperienza è stata notevole, divertimento ed emozioni non sono mancate, Valentino si è dimostrato nonostante la giovane età un hydrospeeder di talento e buona tecnica.

 

Nel tardo pomeriggio i nostri cuochi – Gaetano, Maurizia e i loro simpatici amici – ci hanno

 

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preparato una cena prelibata a base di pasta asciutta, carne alla griglia, verdura in pinzimonio, accompagnata da un buon Merlot, strudell e tanta allegria.

Il dopocena lo abbiamo trascorso al bar del centro rafting tra: musica, birra fresca, Keglevich ghiacciata e per, gli intenditori, una buona grappa trentina ad onorare i vitigni locali.
Eleonora e Ida, le bariste, ci hanno dissetato durante tutta la serata e sopportato per tutto il week end.

Le bariste e le nostre magliette

Domenica mattina sveglia di buon’ora, colazione con ottime paste e cappuccino e smontiamo il nostro piccolo accampamento.
A metà mattinata ci aspetta la discesa di hydrospeed.
Luca la nostra guida non che amico da tempo immemorabile, ci fa la consueta lezione teorica, poi con muta, giubbotto, caschetto, pinne e hydro saliamo sul furgoncino che ci porta all’imbarco, per una nuova e stupenda discesa nel Noce, con questo natante mono posto chiamato hydrospeed.

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La discesa in hydro è stata da manuale (tratto del fiume Terzolas-Ponte Stori), con il rapidone finale di quarto livello.
Anche chi per la prima volta si è cimentato in questo sport, ha capito quasi subito le dinamiche e la tecnica di conduzione, e ha assaporato questa escursione in acqua viva in piena sicurezza e divertimento.

Per concludere in bellezza il week end, non poteva mancare la solita mangiata al ristorante al Ponte del nostro amico Ricky a Dimaro.

 

 

 

News e foto Val di Sole 2007

lunedì 9 luglio 2007 di Rommy

A breve pubblicheremo le foto scattate durante il week end in al di Sole e il racconto di com’è andata.

Se avete delle foto o volete scivere una storiella o un racconto riguardanti questo week end o altri, mandatecela tramite posta elettronica cliccando qui.

Un sogno… i viaggi di Overland

venerdì 22 giugno 2007 di Rommy

Che viaggi, che avventure, che spettacoli, ho sempre sognato un viaggio del genere, dove imprevisto, panorami mozzafiato, culture esotiche e tanto altro si fondono tutti insieme, supportati dai bestioni arancioni IVECO.

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Vi ricordate le fantastiche immagini trasmesse dalla RAI, dei viaggi di Overland?
Quando hanno attraversato la siberia, per arrivare in america via terra, anzi via ghiaccio?
Ve le ripropongo, cliccate qui e potrete rivedere molte di quelle immagini sul sito ufficiale di Overlend.

Ecco per voi alcune immagini che ho selezionato, non vi fanno venire voglia d’avventura?!

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Ora cliccate sopra dove cè scritto cliccate qui e andate a vedere tutte le immagini spettacolari che il sito di Overlend ci regala.

Chissà, se un domani anche il prextreme…

Piediluco mon amour

venerdì 25 maggio 2007 di Rommy

Mentre i nostri eroi del rafting cavalcavano le rapide del Nera, io ed altri 4 loschi personaggi abbiamo pensato di fare un giretto con il Rospo per i colli ternani.
La meta è stata subito definita, il lago Pediluco! E dopo qualche tornante siamo giunti a questo bellissimo lago di medie dimensioni circondato dal verde.
Noleggiati subito i pedalò, ecco gli equipaggi:
- io, mio cugino, Pozzi: gli elettromeccanici
- Bonvi, Danils: i motoristi

In un lago dove si allenano regolarmente i canottieri umbri le nostre 2 imbarcazioni si sentono stimolate da un certo “olimpic feeling” e innescano una gara mozzafiato a colpi di pedalate vinta dai motoristi.

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Durante il rilassamento post-gara i nostri boys si imbattono in un’isola boscosa, proprio nel mezzo del lago con una misteriosa casa che ammicca loro.
Gli elettromeccanici senza pensarci 2 volte attraccano nel moletto dell’isola per l’esplorazione, i motoristi aspettano sornioni sul loro pedalò.

La vegetazione dell’isola risulta impenetrabile ed è necessario un simil-macete per eluderla; dopo qualche minuto di faticoso disboscamento i nostri eroi giungono in una splendida radura erbosa
che porta alla casa, la casa del mistero, la casa degli orrori, la casa dalle finestre che ridono!!
I ragazzi si inerpicano sul piccolo colle erboso, evitano qualche bottiglia di plastica, percorrono una stradina ma scoprono inevitabilmente che la casa è DISABITATA!!!!
Un’altra delusione aspetta i nostri 3 prodi prima del meritato ritorno: i motoristi li informano che in realtà quella su cui sono non è un isola ma un semplice ISTMO!!!!!

Con la coda fra gli scafi dei pedalò i 5 amici ritornano alla macchina e poi al residence sperando in epiche imprese della Legione Tedesca!!!

Ing. Resca Ing Resca Massimiliano “Uos”

Marmore! …missione compiuta.

venerdì 18 maggio 2007 di Rommy

Sfatando il mito che il diciassette porta sfiga, il week end in Umbria è andato benissimo.

Siamo partiti da Bologna in diciassette, per puntualizzare: undici italiani e una delegazione tedesca di sei persone.
Partenza puntuale come da programma e dopo poche decine di minuti, percorrendo un tratto dell A14, eccoci sulla famigerata E45, la superstrada che da Cesena porta a Roma, nota per i suoi interminabili lavori in corso e la miriade di buchi ed avvallamenti.
Inizia così la nostra due giorni di sport estremi, rafting a secco in superstrada e rally dell’Umbria a causa deviazioni per lavori. Dopo circa quatro ore arriviamo finalmente al nostro Residence ad Arrone.
Il posto è stupendo, la piscina invoglia a tuffarsi, e alle spalle del residence svetta Arrone un paese medievale incastonato nella roccia.

Residence Fiocchi

Facciamo un pranzo leggero al Centro Rafting le Marmore e ci prepariamo alla discesa di rafting.
Formiamo due equipaggi: Prextreme Italia e Prextreme Germania, che ci riporta un pò alle emozionanti sfide dei mondiali.
Prextreme Germania: Gregor, Stefanie, Sascha, Yvonne, Rainold, Stephanie.
Prextreme Italia:
Filippo, Annalisa, Marco, Elena, Silvia ed Io

Prextreme Germania Prexstreme Italia

La discesa in gommone è entusiasmante, l’ambiente molto suggestivo, la rapida dei trè salti indimenticabile e le nostre guide Davide ed Umberto simpatiche e professionali, sicuramente un’esperienza da ripetere.

Tornati al Residence contattiamo gli altri cinque che non hanno fatto attività e si sono dedicati al turismo, visitando il lago di Piediluco. Lì hanno noleggiato dei pedalò e si sono dati all’esplorazione del lago, ma questa storia ve la racconteremo meglio prossimamente.
Mentre aspettiamo i cinque esploratori del lago ci rilassiamo in piscina, c’è chi legge, chi prende il sole, chi nuota e chi, per reintegrare i sali minerali persi nello sforzo della discesa in gommone, beve una bella birra ghiacciata.

Birra Fresca

La cena trascorre allegramente mangiando, bevendo e chiaccherando in un mix di italiano, tedesco e inglese, praticamente in Esperanto.
Dopo cena passeggiata digestiva nei vicoletti d’Arrone e, a sorpresa, ci appare un carro di carnevale nella piazza del paese con il vocalist che canta:SEMO LU CARRO D’ARRONE… PO POPOPO PO POPOO…, uno spettacolo!

Il carro d’Arrone

Domenica mattina ci svegliamo presto per andare a fare metano a Terni, io imposto il navigatore con l’opzione strada più corta e, dopo poco, eccoci a percorrere il secondo rally dell’Umbria, strade con pendenze assurde, strettoie, incastonate tra bosco e montagna, un percorso non certo comodo ma che ci mostra un bellissimo lato di questa regione che non avevamo ancora visto.
In mattinata portiamo a vedere rapidamente le cascate ai nostri amici tedeschi e al momento d’accompagnarli al centro rafting per fare Canyoning, rimaniamo blocchati sulla strada a causa di una corsa podistica, siamo a pochissimi chilometri dalla nostra meta, ma i vigili non ci fanno passare.
Scatta il terzo rally dell’Umbria, reimpostato l’itinerario nel navigatore chiedo il miracolo alla tecnologia, e tre secondi dopo siamo nuovamente immersi nelle minuscole stradine di montagna, al limite tra asfalto e sterrato e arriviamo al Centro Rafting con solo pochi minuti di ritardo.
Lasciamo Gregor, Stefanie, Yvonne e Stephanie nelle mani esperte delle guide alpine, Denny ed io raggiungiamo il resto del gruppo per una breve visita alle cascate e per pranzare prima della super discesa in Hydro.
Dopo aver ascoltato i nostri innumerevoli racconti durante il pranzo, Annalisa decide di scendere in Hydro con noi.
Da sette diventimo otto: Elena, Annalisa, Marco, Filippo, Massi, Pozzi, Denny ed Io.
Finalmente tocca a noi: muta, calzari, giubbetto, casco e saliamo sui furgoni che ci portano all’imbarco. Le guide Ciccio ed Andrea ci fanno la classica lezione teorica . Il Nera è, come al solito, un budello stretto e scavato nella roccia, la corrente è potente e l’adrenalina sale, iniziamo la discesa.
Il primo tratto che ci porta fino ai tre salti lo percorriamo tipo campo scuola, per fare prendere confidenza ai nostri principianti, poi finalmente ci siamo, ci fermiamo in morta proprio sopra al super mega rapidone di quarto grado.
Ripassiamo bene la tecnica e la strategia per affrontare i tre salti e iniziamo. Parte per primo Ciccio, una delle guide, e arriva in fondo; Andrea, la seconda guida, si ferma a metà rapida a sinistra dove cè una morta per fare sicura da terra, dopo di che partiamo noi, uno alla volta dopo il fischio di Ciccio. Parto per primo io, mi metto in corrente e giù per il primo salto, poi gli altri due – se hai impostato bene il primo la corrente fa tutto da sola.
Dietro di me parte Denny, Massi, Pozzi e così via: a parte qualche sbavatura di linea che porta alcuni di noi nella morta a sinistra dove c’è Andrea, affrontiamo la rapida dei tre salti in maniera egregia. Il resto della discesa finisce al meglio tra salti, rapide, esse veloci e tanto divertimento.
Tornati al centro Rafting ci cambiamo, facciamo una bella doccia ristoratrice e ripartiamo alla volta di Bologna.
Entrati in A1 dopo poco mi chiama Bonvi, che dice che Massi ha sbagliato strada e stanno andando in direzione Roma-Orte (See you at Pieve).

Una Malga indimenticabile

lunedì 5 febbraio 2007 di Rommy

Ecco i partecipanti all’escursione alla Malga bassa di Menas in Val di Sole, (da sinistra): Rommy, Bombo, Massi, Denny,Bonvi e Pozzi.

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Siamo partiti temendo di non vedere nemmeno l’ombra della neve, invece, ad attenderci, un immenso tappeto bianco spesso più di cinquanta centimetri. Neve candida, nessuno prima di noi, niente orme da poter sfruttare per camminare più agevolmente. Bonvi intrepido parte davanti al gruppo e passo dopo passo apre la strada a noi che lo seguiamo. La strada è quella che abbiamo già percorso molte volte, ma con la neve immacolata è come se fosse la prima.
Gli zaini sono pieni e belli pesanti, abbiamo con noi solo il minimo indispensabile per il soggiorno, il cibo e il vino invece sono abbondanti. Mentre procediamo con passo inesorabile si ride e si scherza, quando la fatica inizia a farsi sentire pensiamo al pranzo che ha preparato Pozzi, fusilli con zucchine e salsiccia, sfatando il mito della solita pasta con i piselli.

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Dopo più di un ora arriviamo alla Malga e ci mettiamo tutti all’opera, chi accende il camino, chi la stufa a legna, chi apparecchia. Dopo poco siamo a tavola, nonostante la ricca colazione da Omar a Pieve e il pane con salame mangiato in autogril, sembriamo locuste, divoriamo tutta la pasta di Pozzi e l’ultimo dei tre salami che erano nelle nostre scorte e come dolce uno o più panini con la tanto amata Nutella.

La neve alta ci ha messo proprio appetito, ma soprattutto, tira fuori il nostro spirito di bambini, sacchi del rusco sotto al culo, e giù per la discesa di fronte alla Malga, dopo poco ecco realizzata una vera e propria pista da discesa libera con sedere.

Durante la preparazione della pista non mancano colpi di scena, io e Pozzi tentiamo una discesa con un vecchio tavolo da cucina, non pare una cattiva idea finchè Pozzi e Bombo ritentano la discesa, il tavolo si inpunta a terra e catapulta Pozzi in avanti scavalcando Bombo in volo. Risultato finale, Pozzi contuso e il tavolo diciamo “smontato”.

Il pomeriggio continua con una lunga serie di discese mozzafiato, procurando alcune vittime di percorso: Pozzi contuso al ginocchio, Bombo con il sedere incontra, in una discesa da record, un enorme sasso sepolto dalla neve e deve rinunciare a scendere acora e io dopo svariati fuoripista e cappottamenti vari, sono dolorante nella zona lombosacrale.

Il nostro campioncino di discesa libera con il sacco è indubbiamente Uos, alias Massimiliano Resca che è riuscito a terminare la pista con prestazioni invidiabili.

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Dopo un pomeriggio intenso finalmente arriva la sera, ci godiamo un tramonto da urlo, le cime innevate contornate di rosso, rosa, giallo e colori difficilmente descrivibili, peccato che dall’altra parte della valle proprio difronte a noi dobbiamo sorbirci quello scempio architettonico, fatto di cemento armato e materiale non biodegradabile, di Marileva 1400. Sarà anche una zona turistica molto in voga, ma lasciatemelo dire “E’ orrenda!”.

Finito lo spettacolo naturale iniziamo noi con quello culinario, Bonvi inizia a cuocere la carne sulle braci del camino, mentre Pozzi si esibisce con bruschette e polenta arrostita, Denny fa l’aiuto cuoco ad entrambe, Bombo, Massi ed io con la chitarra, tiriamo fuori canzoni degne dei migliori repertori. Ovviamente tutto annaffiato con vino rosso in quantità.

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Il menù è un inno al colesterolo: salsiccia, coppone e pancetta, vino rosso, bruschette polenta, caffe, nutella e colpo gobbo il Bombardino caldo, una specie di vov con base al rum che è una delizia.
Dopo cena tante chiacchere e iniziamo ad allestire i nostri letti gonfiabili, Massi che teme i geloni si posiziona praticamente dentro al camino, poi come in un gigantesco letto matrimoniale si posizionano Denny, Bombo, Bonvi e Pozzi che non teme il freddo vicino alla porta d’entrata con spiferi infernali, io mi sistemo lontano dal fuoco dietro ai miei compagni, vicino alla finestra che deve stare un pò aperta per una questione di tiraggio del camino. Durante la notte ci alterniamo per mantenere vivo il fuoco e così facendo non patiamo freddo e arriva mattina.

Dopo una buona colazione a base di latte, caffè, biscotti e nutella eccoci pronti a preparare i nostri zaini, non sono più pesanti come all’andata, ma dobbiamo trascinarci un enorme sacco di immondizia.

Prima di rimetterci in marcia per tornare alle macchine, abbiamo tempo per alcune discese nella nostra pista ad alta velocità, che con il freddo della notte si è ghiacciata, diventando ancora più veloce. Massi ed io tentiamo alcune discese con il sacco del rusco, la pista è velocissima, non si riesce a controllare i salti e di consegueza capriole e cappottmenti non mancano. Bombo la sera aveva detto, “Domani non scedo con il sedere perchè ho troppo male, ma provo con il materassino”. Detto fatto, Bombo parte con il suo materasso gonfiabile, è una figata! Peccato che dopo la prima curva esce di pista, il tifo è quello delle grandi occasioni, lui non si fa male ma la scena è spettacolate.

Dopo una sosta ai box per riparare una piccola perdita d’aria del materassino con del nastro adesivo, si riparte.

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Massi con grande maestria controlla una brutta sbandata, terminando il circuito, Denny segue le orme del cugino ma controlla male, sbanda cappota più volte e in extremis riagguanta il materasso e riesce a terminare il tracciato.

Il materassino è irrecuperabile, ha parecchi tagli e noi non abbiamo più nastro adesivo.

Il ritorno alle auto procede senza intoppi, sul sentiero incrociamo una coppia di ragazzi con le ciaspole, forse servirebbero anche a noi assieme ad uno slittino o un bob, penso che sulla nostra pista costruita in malga si sarebbe potuto scendere anche in Hydrospeed, ovviamente con le dovute protezioni: ginocchiere, conchiglia per le patri basse e placche di plastica sulle cosce. Bè! vedremo cosa si potrà fare nel 2008.

Arrivati alle macchine ci cambiamo e torniamo a valle, dopo poco siamo a pranzo da Ricky, all’Hotel al Ponte, nostro punto di riferimento ogni volta che veniamo in Val di Sole.

Quest’anno non abbiamo fatto la classica visita alla Maga Alta, ma sinceramente, chi se ne frega!!!

Fango Talon missione compiuta

mercoledì 31 gennaio 2007 di Rommy

La seconda edizione del Fango Talon si è svolta regolarmente e, come da programma, il pantano non si è fatto desiderare. Picci, Bongio, Massi ed io abbiamo attraversato il cuore del parco, districandoci tra sentieri stretti e fangosi, alberi caduti e tentando il guado del fiume Reno per poi arrivare a palazzo Rossi a Pontecchio Marconi.

Degno di nota il volo d’angelo di Picci mentre tentava di saltare un dosso tipo trampolino.

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Massi, Bongio, Picci e Io a palazzo Rossi località Pontecchio Marconi.

Wild Water World 2006

domenica 12 novembre 2006 di Rommy

wild water world

Il 28 e 29 Ottobre si è svolto a Terni, presso il centro Rafting le Marmore, il Wild Water World.
All’interno della manifestazione si è svolto il convegno internazionale di sicurezza fluviale e alcune esibizioni di salvataggio che hanno interessato: i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, la Scuola Unità Cinofile da Salvataggio K9 Lifeguard, le guide della F.I.Raft. (Federazione Italiana Rafting) e le guide dell’A.I.Hydro. (Associazione Italiana Hydrospeed della UISP).
Ma soprattutto durante la manifestazione si sono svolte delle gare di rafting, hydrospeed e kayak: noi del prextreme c’eravamo!
La manifestazione è stata molto bella ed interessante, e la gara di hydrospeed alla quale abbiamo partecipato Gessica ed io è stata molto intensa ed avvincente.
Si è trattato di una gara a tempo con partenza a trenta secondi l’uno dall’altro con categoria unica e divisione tra uomini e donne.
Il campo di gara partiva dalla rapida dei tre salti, per poi proseguire con una lunga serie di rapide, chicane, cambi di pendenza e onde a non finire, fino all’arrivo, posto a poche centinaia di metri dal centro rafting.
Nella classifica generale, che unisce la classifica uomini e la classifica donne, io mi sono piazzato 13° e Gessica si è piazzata 22°.
Anche le altre gare sono state molto intense, in particolare quella a squadre di kayak.

Per vedere le classifiche clicca qui