Archivio della Categoria 'Marmore'

Tiriamo le somme.

Lunedì 25 Dicembre 2006 di Rommy

Il 2006 come preannunciato è stato un anno ricco d’avvenimenti.

L’escursione in malga il 21 e 22 gennaio è andata benissimo, grazie “anche” al caminetto ristrutturato dalla gente del posto, che ci ha riscaldato e permesso di fare un’ottima grigliata.

Il 15 e 16 aprile, Pasqua, abbiamo cavalcato le rapide del Nera a Terni, presso le cascate delle Marmore e visitato il parco delle cascate, vero spettacolo della natura. Per non parlare del cibo locale, sempre ottimo in Umbria.

L’1 e 2 luglio abbiamo inaugurato il nuovo centro rafting in Val di Sole di Luca, Ida, Matteo e Tano, i gestori del Chili Rafting. Durante questo weekend, oltre a cimentarci nelle ormai classiche discese in gommone, hydrospeed, mountain bike etc, abbiamo raccolto 110.00 euro che abbiamo poi devoluto in beneficenza all’Amref, associazione di volontariato internazionale per l’Africa.

Il 28 e 29 ottobre abbiamo partecipato al Wild Water World, cimentandoci nel campionato italiano di hydrospeed, che si è svolto all’interno della manifestazione che, oltre ad occuparsi di sicurezza fluviale, ragruppava le gare di kaiak, hydrospeed e rafting.

L’8 dicembre, come ultima attività dell’anno, ci siamo inventati il Fango Talon, un’escursione in mountain bike navigando tra fango ed acquitrini nel cuore del parco Talon a Casalecchio di Reno.

E’ tuttora attiva la nostra raccolta di foto dedicata alle illuminazioni natalizie, Extreme Christmas. Inviateci i vostri scatti!

Foto Wild Water World

Lunedì 25 Dicembre 2006 di Rommy

Ecco alcune foto di Gessica ed io durante la gara di hydrospeed al Wild Water World 2006, che si è svolto il 28 e 29 ottobre presso la cascata delle Marmore a Terni.

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Intervista

Mercoledì 22 Novembre 2006 di denny

Il 28 e 29 ottobre scorso si è tenuto in Umbria il WILD WATER WORLD 2006, manifestazione all’interno della quale si è svolto il Campionato Italiano di Hydrospeed. Alla gara sulle acque del Nera (Marmore) hanno partecipato due amici di prextreme: Rommy, dello staff, e Gessica, affezionata partecipante alle uscite del gruppo.
Sono lieto di porgere loro alcune domande sulla gara per il nostro sito, visti anche i risultati ottenuti.

Gessica

1) Gessica, ho visto che sei una delle poche ragazze che ha partecipato a questa gara. Cosa, secondo te, ha spinto delle ragazze a partecipare a questa competizione e cosa ha spinto te?
Personalmente ho partecipato per curiosità, piacendomi molto fare Hydro volevo vedere in che cosa consistevano le gare e poi era una scusa in più per fare una discesa. Credo che anche le altre ragazze abbiano partecipato per il piacere di fare questo sport e per stare insieme ad altri come loro.
2) Come giustifichi la scarsa presenza di ragazze che pratica questo sport?
Penso semplicemente che dipenda dalla visuale che si ha di questo sport e cioè che sia uno sport faticoso e più che altro pericoloso e per
questo adatto maggiormente agli uomini.
3) Pensi che in futuro con un’adeguta pubblicità possa richiamare più ragazze?
Ma forse qualcuna può darsi, magari ragazze che non lo conoscono e che vogliono così provare uno sport nuovo. Per quelle che già lo hanno praticato bisogna vedere che esperienza hanno avuto. Hydro o lo ami al primo colpo o ti resta indifferente secondo me, magari si lo pratichi ma così giusto per stare in compagnia.
4) Tu da quanto tempo pratichi questo sport e come hai fatto a conoscerlo?
Non lo pratico da molto solo da tre anni e l’ho conosciuto tramite il consolidato Week end Sport e Natura.
5) Quali sono le difficoltà che incontra una ragazza che si approccia a questo sport?
Forse la difficoltà maggiore è quella fisica, a volte è necessaria un po di forza per tenersi all’hydro e sicuramente un uomo è avantaggiato in questo. Per il resto non credo ci siano difficoltà particolari che colpiscono una donna e non un uomo. Basta solo non farsi spaventare dall’idea di essere in un fiume che non si può fermare. Nulla che con un po’ di pratica si possa risolvere.
6) Certo non è uno sport ‘comodo’ da praticare, cos’è che ti piace dell’ hydrospeed, tanto da farti fare centinaia di chilometri per scendere le fredde acque di fiume?
Forse da nuotatrice mi piace il contatto diretto con il fiume, cosa che ad esempio non hai con il rafting e l’emozione mista a un po di paura che ti da quando finisci tra le onde e ti ritrovi magari a testa in giù o quando ti ritrovi in un mulinello e non puoi far altro che aspettare che decida di smettere di giocare con te e si anche quando ti ritrovi a fare il gabbiano su una roccia che non sei riuscito ad evitare. Insomma credo tutto!
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Ma il più bello forse non so ma la seconda discesa del pimo anno mi sono divertità molto.Ho fatto prima il secondo livello e poi nel pomeriggio il primo.Non è stato il momento più bello, però avevo già confidenza e mi ricordo che mi insegnarono alcune cose da fare con l’Hydro diverse dal semplice andare un po dove ti porta l’acqua, come ti succede sempre le prime volte. Lì sono riuscita davvero a controllare per tutta la discesa l’Hydro e mi sono divertita a fare a gare, spintoni e a giocare in tutta tranquillità con gli altri ragazzi.
8) Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
Il mio momento non è proprio brutto ma più che altro di terrore. La partenza di quel sabato della gara. Quando è arrivato il via non riuscivo a fare a meno di contare i centimentri che mi separavano dai miei incubi, I Tre Salti maledetti (di cui avevo sentito parlare cosi bene, Col Cavolo!!) e li pensavo “Ma chi me lo ha fatto fare dico io!!” Mi rimane solo che vedere la schiuma che si avvicinava a me e via passo il primo, giusto il tempo di capire che era in arrivo il secondo incubo che mi ritrovo cappottata per un secondo a testa in giù, un sorso di acqua pura di fiume e via subito dopo mi accorgo che mi sto schiantando contro un masso e per fortuna qualcosa mi ricordo. “Devo girare a sinistra”, giù il lato destro e sollevare, è incredibile evito il primo masso (cosa che non succederà più) “avanti!” arrivo in un punto calmo, mi giro e penso “Che figata, bellissimo!”.
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Sicuramente il gruppo del Prextreme.
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Ciao a tutti i pazzi e meno pazzi che ogni anno si lanciano nei folli week end.

Rommy

1) Rommy, cosa ti ha spinto a partecipare a questa competizione?
Ho partecipato anche l’anno scorso insieme a Paolo Zobboli e lo spirito è sempre lo stesso, voglia di fare hydro e perchè no! Confrontarsi con altri appassionati è un buon modo per migliorarsi.
2) Sei soddisfatto del risultato che hai raggiunto?
Si!!! Perchè arrivare 13° su 29 concorrenti a poco più di 40 secondi dal primo non mi sembra male, e credo che per il prossimo anno ci siano margini di miglioramento.
3) Quali emozioni ti ha dato questa gara e quali l’Hydrospeed anche non agonistico?
Molte e forti e mi piaceva sentire gli spettatori lungo il fiume che incitavano i concorrenti,
anche se il mio unico pensiero, era quello di non commettere errori.
L’ hydrospeed non agonistico invece ti mette a contatto con l’acqua viva, quella con la schiuma sulle onde, un mondo visto da dentro il fiume, un misto tra adrenalina e libertà.
4) Da qunato tempo pratichi questo sport e come hai fatto ad avvicinarti a questa attività?
Lo pratico da circa 9 o 10 anni e me lo hanno fatto conoscere Massi e Pozzi
5) Quali sono le difficoltà che incontra chi si approccia a questo sport?
La difficoltà più grande, credo che sia quella di trovarsi in un ambiente anomalo, in quanto siamo abituati a muoverci noi nei confronti dell’acqua, tipo quando nuotiamo in piscina, nel praticare l’hydrospeed invece è l’acqua che ci spinge, perciò inizialmente si ha una sensazione di impotenza perchè sembra di non poter muoverci come ci pare, ma dopo pochissimo ci si rende conto che con poche manovre possiamo sfruttare la corrente a nostro piacimento.
6) Dove ti alleni solitamente e quali fiumi hai sceso in questi anni?
Solitamente faccio un pò di nuoto e bici, ma non serve una preparazione particolare.
Ho fatto Hydrospeed sul Noce in Trentino, sul Sesia in Lombardia, nel Limentra nell’Appennino Tosco Emilano e sul Nera in Umbria
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Non riesco a sceglere il momento più bello perchè ne ho vissuti veramente tanti, da quando ho fatto la prima discesa in Hydrospeed, fino alla gara del 28 e 29 ottobre.
8) Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
E’ stato qualche anno fa, precisamente la mia prima discesa, ero molto sovrapeso e non praticavo sport da parecchio, la muta mi stringeva a tal punto che facevo fatica a respirare, l’istruttore ci disse una serie di cose che era meglio non fare, e io le ho fatte tutte quasi in ordine alfabetico, dulcis in fundo, ho perso per due volte una pinna.
Al chè mi sono detto “Rommy! questo sport è bello! ma forse è meglio fare un pò d’allenamento!!!”
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Quello del PREXTREM.COM
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Saluto tutte le Ranocchie e i Rospetti che sono scesi in rafting, hydrospeed e cimentati nei sentieri sterrati
con mountain bike o canyoning, che ci hanno seguito in tutti questi anni.

Ringrazio Gessica e Rommy per la loro disponibilità e a tutti gli amici (e non) di prextreme dico:
preparatevi la stagione 2007 si sta avvicinando…

DF

Wild Water World 2006

Domenica 12 Novembre 2006 di Rommy

wild water world

Il 28 e 29 Ottobre si è svolto a Terni, presso il centro Rafting le Marmore, il Wild Water World.
All’interno della manifestazione si è svolto il convegno internazionale di sicurezza fluviale e alcune esibizioni di salvataggio che hanno interessato: i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, la Scuola Unità Cinofile da Salvataggio K9 Lifeguard, le guide della F.I.Raft. (Federazione Italiana Rafting) e le guide dell’A.I.Hydro. (Associazione Italiana Hydrospeed della UISP).
Ma soprattutto durante la manifestazione si sono svolte delle gare di rafting, hydrospeed e kayak: noi del prextreme c’eravamo!
La manifestazione è stata molto bella ed interessante, e la gara di hydrospeed alla quale abbiamo partecipato Gessica ed io è stata molto intensa ed avvincente.
Si è trattato di una gara a tempo con partenza a trenta secondi l’uno dall’altro con categoria unica e divisione tra uomini e donne.
Il campo di gara partiva dalla rapida dei tre salti, per poi proseguire con una lunga serie di rapide, chicane, cambi di pendenza e onde a non finire, fino all’arrivo, posto a poche centinaia di metri dal centro rafting.
Nella classifica generale, che unisce la classifica uomini e la classifica donne, io mi sono piazzato 13° e Gessica si è piazzata 22°.
Anche le altre gare sono state molto intense, in particolare quella a squadre di kayak.

Per vedere le classifiche clicca qui

Giochi d’acqua

Martedì 20 Settembre 2005 di Rommy

Sabato 18 e domenica 19 settembre 2005 si è svolta la prima edizione dei Giochi d’Acqua: noi c’eravamo!
Paolo Zobboli ed io, siamo andati fino a Terni sul fiume Nera, per cimentarci in questi campionati.
Dovendo scegliere la categoria nella quale gareggiare, abbiamo scelto quella dei dilettanti, consapevoli che la categoria professionisti sarebbe stata troppo pesante.

Partiamo venerdì sera alle 21: 30 per Terni, 350Km da percorrere tra l’A14 e l’E45, io ancora febbricitante dopo un improvviso raffreddore che mi aveva demolito la settimana prima, e lui stanco dopo una lunga giornata lavorativa piena d’impegni.
Il viaggio procede benissimo, con varie soste per caffè e per acquistare il nostro doping per la gara, (un’ottima) bevanda energetica di cui non farò il nome, … ovviamente faceva schifo.
All’1:30 arriviamo a Terni, nell’ultimo autogrill chiedo informazioni per arrivare al centro rafting, del quale non rammento il nome, e chiedo qualcosa del tipo: “Devo andare in un posto vicino alla cascata delle Marmore, mi saprebbe dare indicazioni?”.
Ovviamente la barista, con sguardo allibito e incredulo d’aver sentito una frase del genere, mi risponde: “Dipende dove dovete andare…!”. Nel frattempo entra un’altra ragazza e la barista ci assicura che lei è di quelle parti e ci può aiutare meglio.
Spiego meglio alla ragazza che devo andare al centro rafting e lei si offre di farci vedere la strada, quindi basta che la seguiamo.
Parte a scheggia, a fatica riesco a seguirla, e, dopo un giro turistico della periferia di Terni, si ferma ad un semaforo e con un gesto mi indica la strada.
Dopo poco arriviamo al Centro Rafting Le Marmore: alcuni partecipanti sono già arrivati e dormono con i materassini e sacchi a pelo nel soppalco adibito a dormitorio.
Paci è lì a darci il benvenuto con una ragazza di nome Eva che gestisce il centro.
Noi iniziamo a gonfiare i nostri materassi con la pompa elettrica e facendo un frastuono tipo turbina d’aereo svegliamo tutti, ma per fortuna non veniamo linciati! Dopo poco ci uniamo ai rumori della notte: russate varie, materassini che gniccano, lampo di sacchi a pelo che si chiudono o aprono, ecc.

Sabato mattina: sveglia abbastanza presto e colazione al bar del centro rafting, con
cornetti caldi integrali al miele (… squisiti!) e un buon cappuccino.
Dopo aver sbrigato tutta la burocrazia dell’iscrizione alla gara, ci prepariamo a conoscere il fiume Nera e iniziamo a vestirci con muta, calzari, salvagente, ecc.
Mentre parliamo con Paci e altri partecipanti, tra i quali molte guide che conosco, arriva una delegazione francese di hydrospeeder e scaricano la loro attrezzatura: Hanno hydro piccoli e lunghi che sembrano siluri, fatti di un materiale simile al polistirolo espanso e pinne lunghe circa un metro, fatte in vetroresina.
Tutti iniziano a commentare la loro attrezzatura, ma a noi interessa poco perché non gareggeranno nella nostra categoria.
Scendiamo in fiume, proprio sotto il centro rafting, per allenarci e dopo solo un paio di discese di duecento metri l’una, siamo già stremati. La nostra preparazione atletica inesistente, il lungo viaggio della notte e la mia febbre 37.5, ci dicono che la nostra gara sarà all’insegna de “l’importante è partecipare”.
Poco prima di pranzo, tutti gli atleti (dilettanti e professionisti) vanno a fare una discesa lunga, partenza da sotto le cascate delle Marmore e arrivo al centro rafting.
Noi non andiamo con il gruppo, ma sfruttiamo il tempo per fare un sano sonnellino.

Dopo pranzo inizia la nostra gara che consiste in: partenza in batterie da tre persone (delle quali si qualificano solo le prime due), percorrere un tratto di fiume di circa un chilometro e come unico vincolo obbligo di passare in mezzo a due paletti da slalom sistemati a centro fiume.
Poco prima della gara… l’imprevisto! La centrale elettrica, che doveva lasciare l’acqua per il regolare svolgimento delle gare, ci avvisa che una turbina è in avaria e non possono dare acqua. Tutto ciò non è un grosso danno, tranne per il fatto che gli ultimi duecento metri non sono in corrente, ma c’è acqua piatta tipo piscina, quindi bisognerà pinneggiare di brutto.
Iniziano le gare, fortunatamente io e Zobb non siamo in batteria insieme. Risultato: lui primo nella sua batteria, io primo nella mia, qualificati entrambe per la finale, ma a che prezzo! Il tratto finale d’acqua piatta ci ha demolito, tolto energie, lasciato senza fiato, in pratica siamo due stracci.
Riprendiamo fiato mentre la categoria dilettanti donne disputa la propria gara.
Ed ecco il momento più atteso, la finale! Io sono molto emozionato perché vorrei arrivare sul podio, e mi conforta il fatto che anche gli altri atleti hanno accusato il colpo del tratto finale d’acqua piatta.
Zobb ed io ci posizioniamo in batteria lontani l’uno dall’altro, per non ostacolarci: ”Tre, Due, Uno, Partenza!”. Partiamo tutti bene, dopo poco mi cappotto ma non perdo velocità, anzi, dalla quarta posizione mi ritrovo terzo e la mia speranza di podio aumenta. Guardo avanti e vedo Zobb secondo, e il primo è molto lontano, sta andando come un missile. Tento di strappare la seconda posizione a Zobb finche siamo in rapida, sono sicuro che in acqua piatta non avrei speranza.
Poco prima della fine della rapida capita qualcosa: Zobb supera l’atleta in testa e, appena all’inizio del tratto di piatta, anch’io riesco a superarlo. Non ci posso credere: sono secondo e il mio amico Zobb primo! Mi concentro per lo sforzo finale, quei duecento metri di piattona maledetta sono interminabili, pinneggio a tutta forza, fortunatamente sento che, a riva, Paci, Dario, Gigi, Luca e molti altri ci incitano, e finalmente ecco l’arrivo! Contro ogni previsione abbiamo vinto, anzi, abbiamo fatto la doppietta: Paolo Zobboli medaglia d’oro, Marco Romano medaglia d’argento.
Ma che fatica!

Sempre durante la giornata di sabato si svolge anche la prima parte della gara dei professionisti, che consiste nella maratona, una gara a cronometro, nella quale bisogna percorrere tutto il fiume dalla base della cascata al centro rafting nel minor tempo possibile.
I francesi ci stracciano di brutto, d’altronde in Francia questo sport è praticato da molti anni, e il vincitore della maratona qui sul Nera non è altro che il campione nazionale francese di slalom e cronometro.

Finite le gare dei dilettanti e la prima frazione di gara dei professionisti, ci prepariamo a cenare sotto alla tettoia attrezzata davanti al centro rafting. Il tempo, però, non è gentile e in pochi minuti si scatena un temporale con tuoni, lampi e acqua a catinelle. Ma noi siamo duri e il temporale ci fa un baffo, la cena a base di pasta all’arrabbiata, carne alla griglia e schiacciate cotte nel forno a legna è squisita e il vino scorre a fiumi.
Durante la cena non possono mancare le varie storie di fiume e avventure varie, e, tra un racconto e l’altro, sentiamo qualcuno dire che all’interno del centro rafting è iniziato un Mojto party, quindi tutti dentro per un bicchierino.
La serata procede ancora per alcune ore tra musica e bevitori, poi alle 01:30 circa molti vanno a casa e noi ospiti del centro c’infiliamo nei nostri letti di fortuna.

Domenica mattina sveglia alle 07:30 circa. Paci è già operativo e sta organizzando la seconda sezione di gara dei professionisti, noi torniamo a fare colazione con, cornetti caldi integrali al miele e un buon cappuccino.
Mentre facciamo colazione arriva Paci, che con un breve giro di parole ci ingaggia come giudici di gara nella prova slalom dei professionisti. Questa prova consiste nel passare in mezzo a delle porte, segnalate da paletti colorati, tre delle quali sono in discesa e altre due in risalita (cioè contro corrente), poi bisogna arrivare ad una piattaforma in legno, abbandonare hydro e pinne, correre a monte sul terreno accidentato fino ad un punto prestabilito, tuffarsi in fiume, nuotare fino alla postazione del lancio della corda e lanciarla dentro ad un bersaglio. Tutto questo a cronometro!
A Paolo è stata affidata, da controllare, una delle 5 porte dello slalom, a me la postazione del lancio della corda.
Il compito di Zobb è quello di annotare se gli atleti, passando, commettono qualche errore o mancano la porta.
Il mio compito invece è di raccogliere le corde da lancio, dopo che l’atleta le ha lanciate nel bersaglio, e rimetterle in un contenitore in riva al fiume, vicino alla postazione del lancio. Tra il bersaglio e la postazione di lancio della corda c’è un piccolo sentiero tortuoso e fangoso, che io devo percorrere per depositare le corde nel contenitore (bacinella da panni azzurra con manici). Questa bacinella è sistemata in riva al fiume in un punto un po’ instabile, e io fatico un po’ a raccogliere le corde che gli atleti scaraventano ovunque, tranne che nel bersaglio!
Ma ecco che arriva un altro imprevisto! Mentre metto i tre sacchetti delle corde nel contenitore, uno mi scappa di mano e cade di peso nella bacinella che, neanche a dirlo, si ribalta in fiume con tutte e tre le corde. Fortunatamente molti atleti sono ancora lì alla postazione e tempestivamente si buttano in acqua e raccolgono le corde per l’atleta in arrivo.
Per tutto il resto della giornata Paci mi darà il tormento per questo fatto!
A competizione terminata la bacinella torna ad essere protagonista, il campione francese la prende e inizia ad adoperarla come hydro, compiendo alcune evoluzioni, passando da un lato all’altro del fiume, come se la bacinella fosse un bob fluviale vero e proprio.

Concludo poi la giornata assistendo agli esami per guide e maestri di hydrospeed, mentre Paolo invece fa la discesa lunga del Nera, la stessa discesa compiuta dai professionisi per la gara maraton.
Dopo pranzo ci sono le premiazioni, che vedono Paolo, me e tre ragazze protagonisti tra i dilettanti uomini/donne, e i francesi vincitori di molti premi tra i quali medaglia d’oro gara Maraton e medaglia d’oro assoluti. Ma almeno la soddisfazione di vederli secondi nella gara Slalom ce la siamo tolta!