Archivio della Categoria 'Interviste'

Intervista al segretario di A.I.Hydro

Lunedì 14 Maggio 2007 di Rommy

Dovevamo incontrare giù alle Marmore il segretario dell’Associazione Italiana Hydrospeed, non che nostro carissimo amico, Daniele di Sorco, conosciuto dai frequentatori delle nostre gite come “Paci” ma non è potuto venire, allora noi lo abbiamo raggiunto via meil e lo abbiamo intervistato.

paci-intervista.jpg

- Ciao Daniele! Molti frequentatori delle nostre gite e del nostro sito ti conoscono come Paci, sei toscano, vivi a Firenze e trascorri più tempo in acqua che sulla terra ferma.
Come hai fatto ad avvicinarti agli sport d’acqua viva, visto che la tua regione non è di certo la più ricca di corsi d’acqua adatti ai nostri sport?

-E’ vero sono livornese, di adozione fiorentino, mi sono avvicinato agli sport fluviali per puro caso, ero un frequentatore di montagna e per lo più arrampicavo, ho cominciato a soffrire di tendiniti agli avambracci e un caro amico che faceva kayak (ai primordi) mi disse che secondo lui mi sarebbe piaciuto, così è stato… ho provato, nuotando il più del tempo…

-Come hai conosciuto l’Hydrospeed?
-Anche quello per puro caso nell’estate successiva a quella fatidica prova di kayak con dei cari amici fiorentini

-E’ vero che tu assieme al presidente di A.I.Hydro “Doc. Cornalba” e pochi altri avete portato questo sport in italia? Come è andata?
-Prendendo i brevetti per guida e istruttori nella vicina Francia e cominciando a fare attività nei nostri corsi d’acqua fino alla creazione dell’A.I.HYDRO. Ci tengo a citare oltre al caro Roberto anche Alessandro Degl’Innocenti fondatore e sincero amico

-Giochi d’Acqua 2005 e il Wild Water World 2006 sono state due manifestazioni che hanno avuto un notevole successo, a quando la prossima iniziativa?
-Già dalla stagione in corso contiamo di poter dare vita a nuove importanti manifestazioni a livello europeo

-Tu sei: guida, istruttore ed esaminatore di hydrospeed, quali altri sport estremi pratichi?
-Sono Guida e Maestro e menbro della Commissione Tecnica A.I.HYDRO, inoltre membro della Commissione Tecnica della Lega d’Acquaviva UISP per le discipline d’acqua viva, Guida della Federazione Italiana Rafting, Istruttore di Kayak, Formatore ed operatore del centro di alta Specializzazione alluvioni e calamità naturali della Federazione Italiana Nuoto, a livello professionistico.
Pratico MTB specialità Free Ride e tutto quelle attività che riguardano la montagna a livello amatoriale.
Ho praticato per anni boxe e ultimamente boxe Thailandese oltre ad andare in palestra regolarmente…

-Quali sono le domande più bizzarre che ti fanno i clienti durante o dopo una discesa?
-Mi risulta difficile perché mi hanno chiesto veramente di tutto e di più…

-In tutti questi anni avrai collezionato un gran numero di aneddoti divertenti, ce ne racconti uno?

-Uno divertente durante la prova di acquaticità (nuoto in rapida dove spieghiamo che dobbiamo nuotare a d’orso e come si effettua la nuotata stessa): un cliente stava effettuando la prova in maniera completamente sbagliata e tutte noi guide da terra gli urlavamo “nuota a d’orso, nuota a d’orso” dopo molti urli e svariati tentativi di nuoto in tutte le maniere da parte sua ci guarda e urla ma come ca… nuotano gli orsi …l’abbiamo finito a sassate !

-Come hai conosciuto il gruppo del Prextreme e cosa pensi dei suoi hydrospeeders?
-Sono anni che conosco quantomeno lo zoccolo duro del Prextreme e non posso che parlarne bene , i più anziani sono cari amici e ottimi hydrospeeders con i quali condividiamo giornate di sports e non solo durante la stagione estiva.

-Finisci la frase tipo quelle dei baci perugina: “L’Hydrospeed è…”
- “…il fiume che scende”, sensazione unica immersi nella natura e nell’ambiente in totale contatto con l’acqua e la sua corrente

-Fai un saluto hai lettori del Prextreme.com.
-Un caro saluto da Daniele Di Sorco , con la speranza che possiate vivere almeno una volta questa unica esilarante esperienza in piena sicurezza, accompagnati dalle Guide e Maestri dell’Associazione Italiana Hydrospeed…..

Intervista

Mercoledì 22 Novembre 2006 di denny

Il 28 e 29 ottobre scorso si è tenuto in Umbria il WILD WATER WORLD 2006, manifestazione all’interno della quale si è svolto il Campionato Italiano di Hydrospeed. Alla gara sulle acque del Nera (Marmore) hanno partecipato due amici di prextreme: Rommy, dello staff, e Gessica, affezionata partecipante alle uscite del gruppo.
Sono lieto di porgere loro alcune domande sulla gara per il nostro sito, visti anche i risultati ottenuti.

Gessica

1) Gessica, ho visto che sei una delle poche ragazze che ha partecipato a questa gara. Cosa, secondo te, ha spinto delle ragazze a partecipare a questa competizione e cosa ha spinto te?
Personalmente ho partecipato per curiosità, piacendomi molto fare Hydro volevo vedere in che cosa consistevano le gare e poi era una scusa in più per fare una discesa. Credo che anche le altre ragazze abbiano partecipato per il piacere di fare questo sport e per stare insieme ad altri come loro.
2) Come giustifichi la scarsa presenza di ragazze che pratica questo sport?
Penso semplicemente che dipenda dalla visuale che si ha di questo sport e cioè che sia uno sport faticoso e più che altro pericoloso e per
questo adatto maggiormente agli uomini.
3) Pensi che in futuro con un’adeguta pubblicità possa richiamare più ragazze?
Ma forse qualcuna può darsi, magari ragazze che non lo conoscono e che vogliono così provare uno sport nuovo. Per quelle che già lo hanno praticato bisogna vedere che esperienza hanno avuto. Hydro o lo ami al primo colpo o ti resta indifferente secondo me, magari si lo pratichi ma così giusto per stare in compagnia.
4) Tu da quanto tempo pratichi questo sport e come hai fatto a conoscerlo?
Non lo pratico da molto solo da tre anni e l’ho conosciuto tramite il consolidato Week end Sport e Natura.
5) Quali sono le difficoltà che incontra una ragazza che si approccia a questo sport?
Forse la difficoltà maggiore è quella fisica, a volte è necessaria un po di forza per tenersi all’hydro e sicuramente un uomo è avantaggiato in questo. Per il resto non credo ci siano difficoltà particolari che colpiscono una donna e non un uomo. Basta solo non farsi spaventare dall’idea di essere in un fiume che non si può fermare. Nulla che con un po’ di pratica si possa risolvere.
6) Certo non è uno sport ‘comodo’ da praticare, cos’è che ti piace dell’ hydrospeed, tanto da farti fare centinaia di chilometri per scendere le fredde acque di fiume?
Forse da nuotatrice mi piace il contatto diretto con il fiume, cosa che ad esempio non hai con il rafting e l’emozione mista a un po di paura che ti da quando finisci tra le onde e ti ritrovi magari a testa in giù o quando ti ritrovi in un mulinello e non puoi far altro che aspettare che decida di smettere di giocare con te e si anche quando ti ritrovi a fare il gabbiano su una roccia che non sei riuscito ad evitare. Insomma credo tutto!
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Ma il più bello forse non so ma la seconda discesa del pimo anno mi sono divertità molto.Ho fatto prima il secondo livello e poi nel pomeriggio il primo.Non è stato il momento più bello, però avevo già confidenza e mi ricordo che mi insegnarono alcune cose da fare con l’Hydro diverse dal semplice andare un po dove ti porta l’acqua, come ti succede sempre le prime volte. Lì sono riuscita davvero a controllare per tutta la discesa l’Hydro e mi sono divertita a fare a gare, spintoni e a giocare in tutta tranquillità con gli altri ragazzi.
8) Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
Il mio momento non è proprio brutto ma più che altro di terrore. La partenza di quel sabato della gara. Quando è arrivato il via non riuscivo a fare a meno di contare i centimentri che mi separavano dai miei incubi, I Tre Salti maledetti (di cui avevo sentito parlare cosi bene, Col Cavolo!!) e li pensavo “Ma chi me lo ha fatto fare dico io!!” Mi rimane solo che vedere la schiuma che si avvicinava a me e via passo il primo, giusto il tempo di capire che era in arrivo il secondo incubo che mi ritrovo cappottata per un secondo a testa in giù, un sorso di acqua pura di fiume e via subito dopo mi accorgo che mi sto schiantando contro un masso e per fortuna qualcosa mi ricordo. “Devo girare a sinistra”, giù il lato destro e sollevare, è incredibile evito il primo masso (cosa che non succederà più) “avanti!” arrivo in un punto calmo, mi giro e penso “Che figata, bellissimo!”.
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Sicuramente il gruppo del Prextreme.
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Ciao a tutti i pazzi e meno pazzi che ogni anno si lanciano nei folli week end.

Rommy

1) Rommy, cosa ti ha spinto a partecipare a questa competizione?
Ho partecipato anche l’anno scorso insieme a Paolo Zobboli e lo spirito è sempre lo stesso, voglia di fare hydro e perchè no! Confrontarsi con altri appassionati è un buon modo per migliorarsi.
2) Sei soddisfatto del risultato che hai raggiunto?
Si!!! Perchè arrivare 13° su 29 concorrenti a poco più di 40 secondi dal primo non mi sembra male, e credo che per il prossimo anno ci siano margini di miglioramento.
3) Quali emozioni ti ha dato questa gara e quali l’Hydrospeed anche non agonistico?
Molte e forti e mi piaceva sentire gli spettatori lungo il fiume che incitavano i concorrenti,
anche se il mio unico pensiero, era quello di non commettere errori.
L’ hydrospeed non agonistico invece ti mette a contatto con l’acqua viva, quella con la schiuma sulle onde, un mondo visto da dentro il fiume, un misto tra adrenalina e libertà.
4) Da qunato tempo pratichi questo sport e come hai fatto ad avvicinarti a questa attività?
Lo pratico da circa 9 o 10 anni e me lo hanno fatto conoscere Massi e Pozzi
5) Quali sono le difficoltà che incontra chi si approccia a questo sport?
La difficoltà più grande, credo che sia quella di trovarsi in un ambiente anomalo, in quanto siamo abituati a muoverci noi nei confronti dell’acqua, tipo quando nuotiamo in piscina, nel praticare l’hydrospeed invece è l’acqua che ci spinge, perciò inizialmente si ha una sensazione di impotenza perchè sembra di non poter muoverci come ci pare, ma dopo pochissimo ci si rende conto che con poche manovre possiamo sfruttare la corrente a nostro piacimento.
6) Dove ti alleni solitamente e quali fiumi hai sceso in questi anni?
Solitamente faccio un pò di nuoto e bici, ma non serve una preparazione particolare.
Ho fatto Hydrospeed sul Noce in Trentino, sul Sesia in Lombardia, nel Limentra nell’Appennino Tosco Emilano e sul Nera in Umbria
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Non riesco a sceglere il momento più bello perchè ne ho vissuti veramente tanti, da quando ho fatto la prima discesa in Hydrospeed, fino alla gara del 28 e 29 ottobre.
8) Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
E’ stato qualche anno fa, precisamente la mia prima discesa, ero molto sovrapeso e non praticavo sport da parecchio, la muta mi stringeva a tal punto che facevo fatica a respirare, l’istruttore ci disse una serie di cose che era meglio non fare, e io le ho fatte tutte quasi in ordine alfabetico, dulcis in fundo, ho perso per due volte una pinna.
Al chè mi sono detto “Rommy! questo sport è bello! ma forse è meglio fare un pò d’allenamento!!!”
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Quello del PREXTREM.COM
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Saluto tutte le Ranocchie e i Rospetti che sono scesi in rafting, hydrospeed e cimentati nei sentieri sterrati
con mountain bike o canyoning, che ci hanno seguito in tutti questi anni.

Ringrazio Gessica e Rommy per la loro disponibilità e a tutti gli amici (e non) di prextreme dico:
preparatevi la stagione 2007 si sta avvicinando…

DF