L’ORSO è TORNATO!

Vi ricordate il racconto di Gallo del weekend in Val di Sole nel 2004, Il richiamo dell’orso nella foresta?

“Ciclicamente la storia si ripete, cambiano i protagonisti, ma la storia è sempre quella”

Tutto iniziò sabato 30 giugno, all’arrivo presso il centro rafting di Croviana.
Appena scesi dalle macchine, Ida, la barista del centro, ci venne incontro annunciando che non poteva farci montare il nostro accampamento dentro la recinzione del campo da calcio, perché quel fine settimana si sarebbe svolto un torneo, però potevamo sistemare liberamente le nostre tende alla fine del recinto, in una piccola piana in mezzo ad un boschetto.
A quel fine settimana partecipava anche Filippo Laganà, un mio collega, e due suoi compari calabresi Pietro e Alfredo. Alla notizia che avremmo montato le tende fuori dal recinto del campo da calcio, Filippo diede il LA a quello che sarebbe diventato il tormentone del weekend, dicendo con spiccato accento calabrese: ”Ma non è che stanotte m’arritrovo con un orso nella tenda?”. E così ogni qual volta si parlava di tende o di monti, ecco l’ombra dell’orso che sfiorava i pensieri di Laganà.
Poco prima di cena, tra bruschette e Merlot, e poi durante la cena stessa, montammo un bel teatrino per prendere in mezzo il nostro capro espiatorio, il suddetto Filippo Laganà. Tutti non parlavano d’altro che di avvistamenti d’orsi in alta quota, orsi nella valle accanto e così via. Filippo dopo aver ascoltato il vociferare d’orsi, si mise serio e disse: ”NO! …Ma state scherzando vero?”. Io, preso da compassione, lo tranquillizzai, ignaro che in realtà, l’orso si stava lentamente materializzando nei fumi dell’alcol che stavano volteggiando attorno a noi.
Dopo cena il Laganà e Compari Show iniziò al bancone del Chili bar.
Non ne ho il pieno ricordo, ma credo che Pietro diede il via alle danze alcoliche dicendo “Offro io! Cosa bevete?”, da lì in poi ogni scusa era buona, -Bevete che vi fa bene! -Avete offerto voi ora tocca a me! -Se non bevi m’offendo! –Un brindisi per Eleonora! -Un brindisi per Ida! –Un brindisi per questo e quello, e cosi via.
In questo turbinio di bevute, molti avventori del barettino venivano risucchiati dal vortice alcolico dei due compari calabresi, ma riuscivano poi a defilarsi il prima possibile per non rimanere ammaliati dal dio Bacco. Solo il nostro amico tedesco Sasha tenne il ritmo serrato dei nostri protagonisti fin quasi in fondo, per poi rifugiarsi in zona Cesarini in un dissetante e categoricamente analcolico succo alla pera con ghiaccio.
Dopo poco Sasha ed io andammo a dormire nella mia tenda da lancio, lasciando gli ultimi nottambuli a muoversi a tempo di musica nel porticato del Chili bar. Ma in piena notte, eccolo, l’orso arrivò svegliandoci con grugniti, ruggiti e sforzi gutturali che da tempo immemorabile non sentivo.
Il mattino dopo, Sasha il mio coinquilino di tenda, si svegliò verso le sette per andare in bagno, e trovò Filippo che sonnecchiava all’aria aperta sullo sdraio in riva al Noce.
Dopo poco mi alzai anche io, e con aria beffarda vedendo Laganà in stato di “the day after”, gli chiesi se durante la notte avesse sentito l’orso.
Con aria affaticata, Filippo mi raccontò che l’orso si era impossessato di Pietro, ma anche lui non era stato da meno, visto che Luca la nostra guida di hydro, lo aveva sorpreso a dormire abbracciato ad uno di quei grandi tronchi d’albero accatastati di fianco al centro rafting.
Risultato finale, vodka liscia e alla pesca contro Filippo e Pietro: vince la vodka.

Dice il saggio:” in Trentino bevi il vino o la grappa, non la vodka che è vigliacca”

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