Una Malga indimenticabile
Ecco i partecipanti all’escursione alla Malga bassa di Menas in Val di Sole, (da sinistra): Rommy, Bombo, Massi, Denny,Bonvi e Pozzi.
Siamo partiti temendo di non vedere nemmeno l’ombra della neve, invece, ad attenderci, un immenso tappeto bianco spesso più di cinquanta centimetri. Neve candida, nessuno prima di noi, niente orme da poter sfruttare per camminare più agevolmente. Bonvi intrepido parte davanti al gruppo e passo dopo passo apre la strada a noi che lo seguiamo. La strada è quella che abbiamo già percorso molte volte, ma con la neve immacolata è come se fosse la prima.
Gli zaini sono pieni e belli pesanti, abbiamo con noi solo il minimo indispensabile per il soggiorno, il cibo e il vino invece sono abbondanti. Mentre procediamo con passo inesorabile si ride e si scherza, quando la fatica inizia a farsi sentire pensiamo al pranzo che ha preparato Pozzi, fusilli con zucchine e salsiccia, sfatando il mito della solita pasta con i piselli.
Dopo più di un ora arriviamo alla Malga e ci mettiamo tutti all’opera, chi accende il camino, chi la stufa a legna, chi apparecchia. Dopo poco siamo a tavola, nonostante la ricca colazione da Omar a Pieve e il pane con salame mangiato in autogril, sembriamo locuste, divoriamo tutta la pasta di Pozzi e l’ultimo dei tre salami che erano nelle nostre scorte e come dolce uno o più panini con la tanto amata Nutella.
La neve alta ci ha messo proprio appetito, ma soprattutto, tira fuori il nostro spirito di bambini, sacchi del rusco sotto al culo, e giù per la discesa di fronte alla Malga, dopo poco ecco realizzata una vera e propria pista da discesa libera con sedere.
Durante la preparazione della pista non mancano colpi di scena, io e Pozzi tentiamo una discesa con un vecchio tavolo da cucina, non pare una cattiva idea finchè Pozzi e Bombo ritentano la discesa, il tavolo si inpunta a terra e catapulta Pozzi in avanti scavalcando Bombo in volo. Risultato finale, Pozzi contuso e il tavolo diciamo “smontato”.
Il pomeriggio continua con una lunga serie di discese mozzafiato, procurando alcune vittime di percorso: Pozzi contuso al ginocchio, Bombo con il sedere incontra, in una discesa da record, un enorme sasso sepolto dalla neve e deve rinunciare a scendere acora e io dopo svariati fuoripista e cappottamenti vari, sono dolorante nella zona lombosacrale.
Il nostro campioncino di discesa libera con il sacco è indubbiamente Uos, alias Massimiliano Resca che è riuscito a terminare la pista con prestazioni invidiabili.
Dopo un pomeriggio intenso finalmente arriva la sera, ci godiamo un tramonto da urlo, le cime innevate contornate di rosso, rosa, giallo e colori difficilmente descrivibili, peccato che dall’altra parte della valle proprio difronte a noi dobbiamo sorbirci quello scempio architettonico, fatto di cemento armato e materiale non biodegradabile, di Marileva 1400. Sarà anche una zona turistica molto in voga, ma lasciatemelo dire “E’ orrenda!”.
Finito lo spettacolo naturale iniziamo noi con quello culinario, Bonvi inizia a cuocere la carne sulle braci del camino, mentre Pozzi si esibisce con bruschette e polenta arrostita, Denny fa l’aiuto cuoco ad entrambe, Bombo, Massi ed io con la chitarra, tiriamo fuori canzoni degne dei migliori repertori. Ovviamente tutto annaffiato con vino rosso in quantità .
Il menù è un inno al colesterolo: salsiccia, coppone e pancetta, vino rosso, bruschette polenta, caffe, nutella e colpo gobbo il Bombardino caldo, una specie di vov con base al rum che è una delizia.
Dopo cena tante chiacchere e iniziamo ad allestire i nostri letti gonfiabili, Massi che teme i geloni si posiziona praticamente dentro al camino, poi come in un gigantesco letto matrimoniale si posizionano Denny, Bombo, Bonvi e Pozzi che non teme il freddo vicino alla porta d’entrata con spiferi infernali, io mi sistemo lontano dal fuoco dietro ai miei compagni, vicino alla finestra che deve stare un pò aperta per una questione di tiraggio del camino. Durante la notte ci alterniamo per mantenere vivo il fuoco e così facendo non patiamo freddo e arriva mattina.
Dopo una buona colazione a base di latte, caffè, biscotti e nutella eccoci pronti a preparare i nostri zaini, non sono più pesanti come all’andata, ma dobbiamo trascinarci un enorme sacco di immondizia.
Prima di rimetterci in marcia per tornare alle macchine, abbiamo tempo per alcune discese nella nostra pista ad alta velocità , che con il freddo della notte si è ghiacciata, diventando ancora più veloce. Massi ed io tentiamo alcune discese con il sacco del rusco, la pista è velocissima, non si riesce a controllare i salti e di consegueza capriole e cappottmenti non mancano. Bombo la sera aveva detto, “Domani non scedo con il sedere perchè ho troppo male, ma provo con il materassino”. Detto fatto, Bombo parte con il suo materasso gonfiabile, è una figata! Peccato che dopo la prima curva esce di pista, il tifo è quello delle grandi occasioni, lui non si fa male ma la scena è spettacolate.
Dopo una sosta ai box per riparare una piccola perdita d’aria del materassino con del nastro adesivo, si riparte.
Massi con grande maestria controlla una brutta sbandata, terminando il circuito, Denny segue le orme del cugino ma controlla male, sbanda cappota più volte e in extremis riagguanta il materasso e riesce a terminare il tracciato.
Il materassino è irrecuperabile, ha parecchi tagli e noi non abbiamo più nastro adesivo.
Il ritorno alle auto procede senza intoppi, sul sentiero incrociamo una coppia di ragazzi con le ciaspole, forse servirebbero anche a noi assieme ad uno slittino o un bob, penso che sulla nostra pista costruita in malga si sarebbe potuto scendere anche in Hydrospeed, ovviamente con le dovute protezioni: ginocchiere, conchiglia per le patri basse e placche di plastica sulle cosce. Bè! vedremo cosa si potrà fare nel 2008.
Arrivati alle macchine ci cambiamo e torniamo a valle, dopo poco siamo a pranzo da Ricky, all’Hotel al Ponte, nostro punto di riferimento ogni volta che veniamo in Val di Sole.
Quest’anno non abbiamo fatto la classica visita alla Maga Alta, ma sinceramente, chi se ne frega!!!








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