Il 28 e 29 ottobre scorso si è tenuto in Umbria il WILD WATER WORLD 2006, manifestazione all’interno della quale si è svolto il Campionato Italiano di Hydrospeed. Alla gara sulle acque del Nera (Marmore) hanno partecipato due amici di prextreme: Rommy, dello staff, e Gessica, affezionata partecipante alle uscite del gruppo.
Sono lieto di porgere loro alcune domande sulla gara per il nostro sito, visti anche i risultati ottenuti.
Gessica
1) Gessica, ho visto che sei una delle poche ragazze che ha partecipato a questa gara. Cosa, secondo te, ha spinto delle ragazze a partecipare a questa competizione e cosa ha spinto te?
Personalmente ho partecipato per curiosità , piacendomi molto fare Hydro volevo vedere in che cosa consistevano le gare e poi era una scusa in più per fare una discesa. Credo che anche le altre ragazze abbiano partecipato per il piacere di fare questo sport e per stare insieme ad altri come loro.
2) Come giustifichi la scarsa presenza di ragazze che pratica questo sport?
Penso semplicemente che dipenda dalla visuale che si ha di questo sport e cioè che sia uno sport faticoso e più che altro pericoloso e per
questo adatto maggiormente agli uomini.
3) Pensi che in futuro con un’adeguta pubblicità possa richiamare più ragazze?
Ma forse qualcuna può darsi, magari ragazze che non lo conoscono e che vogliono così provare uno sport nuovo. Per quelle che già lo hanno praticato bisogna vedere che esperienza hanno avuto. Hydro o lo ami al primo colpo o ti resta indifferente secondo me, magari si lo pratichi ma così giusto per stare in compagnia.
4) Tu da quanto tempo pratichi questo sport e come hai fatto a conoscerlo?
Non lo pratico da molto solo da tre anni e l’ho conosciuto tramite il consolidato Week end Sport e Natura.
5) Quali sono le difficoltà che incontra una ragazza che si approccia a questo sport?
Forse la difficoltà maggiore è quella fisica, a volte è necessaria un po di forza per tenersi all’hydro e sicuramente un uomo è avantaggiato in questo. Per il resto non credo ci siano difficoltà particolari che colpiscono una donna e non un uomo. Basta solo non farsi spaventare dall’idea di essere in un fiume che non si può fermare. Nulla che con un po’ di pratica si possa risolvere.
6) Certo non è uno sport ‘comodo’ da praticare, cos’è che ti piace dell’ hydrospeed, tanto da farti fare centinaia di chilometri per scendere le fredde acque di fiume?
Forse da nuotatrice mi piace il contatto diretto con il fiume, cosa che ad esempio non hai con il rafting e l’emozione mista a un po di paura che ti da quando finisci tra le onde e ti ritrovi magari a testa in giù o quando ti ritrovi in un mulinello e non puoi far altro che aspettare che decida di smettere di giocare con te e si anche quando ti ritrovi a fare il gabbiano su una roccia che non sei riuscito ad evitare. Insomma credo tutto!
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Ma il più bello forse non so ma la seconda discesa del pimo anno mi sono divertità molto.Ho fatto prima il secondo livello e poi nel pomeriggio il primo.Non è stato il momento più bello, però avevo già confidenza e mi ricordo che mi insegnarono alcune cose da fare con l’Hydro diverse dal semplice andare un po dove ti porta l’acqua, come ti succede sempre le prime volte. Lì sono riuscita davvero a controllare per tutta la discesa l’Hydro e mi sono divertita a fare a gare, spintoni e a giocare in tutta tranquillità con gli altri ragazzi.
Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
Il mio momento non è proprio brutto ma più che altro di terrore. La partenza di quel sabato della gara. Quando è arrivato il via non riuscivo a fare a meno di contare i centimentri che mi separavano dai miei incubi, I Tre Salti maledetti (di cui avevo sentito parlare cosi bene, Col Cavolo!!) e li pensavo “Ma chi me lo ha fatto fare dico io!!” Mi rimane solo che vedere la schiuma che si avvicinava a me e via passo il primo, giusto il tempo di capire che era in arrivo il secondo incubo che mi ritrovo cappottata per un secondo a testa in giù, un sorso di acqua pura di fiume e via subito dopo mi accorgo che mi sto schiantando contro un masso e per fortuna qualcosa mi ricordo. “Devo girare a sinistra”, giù il lato destro e sollevare, è incredibile evito il primo masso (cosa che non succederà più) “avanti!” arrivo in un punto calmo, mi giro e penso “Che figata, bellissimo!”.
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Sicuramente il gruppo del Prextreme.
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Ciao a tutti i pazzi e meno pazzi che ogni anno si lanciano nei folli week end.
Rommy
1) Rommy, cosa ti ha spinto a partecipare a questa competizione?
Ho partecipato anche l’anno scorso insieme a Paolo Zobboli e lo spirito è sempre lo stesso, voglia di fare hydro e perchè no! Confrontarsi con altri appassionati è un buon modo per migliorarsi.
2) Sei soddisfatto del risultato che hai raggiunto?
Si!!! Perchè arrivare 13° su 29 concorrenti a poco più di 40 secondi dal primo non mi sembra male, e credo che per il prossimo anno ci siano margini di miglioramento.
3) Quali emozioni ti ha dato questa gara e quali l’Hydrospeed anche non agonistico?
Molte e forti e mi piaceva sentire gli spettatori lungo il fiume che incitavano i concorrenti,
anche se il mio unico pensiero, era quello di non commettere errori.
L’ hydrospeed non agonistico invece ti mette a contatto con l’acqua viva, quella con la schiuma sulle onde, un mondo visto da dentro il fiume, un misto tra adrenalina e libertà .
4) Da qunato tempo pratichi questo sport e come hai fatto ad avvicinarti a questa attività ?
Lo pratico da circa 9 o 10 anni e me lo hanno fatto conoscere Massi e Pozzi
5) Quali sono le difficoltà che incontra chi si approccia a questo sport?
La difficoltà più grande, credo che sia quella di trovarsi in un ambiente anomalo, in quanto siamo abituati a muoverci noi nei confronti dell’acqua, tipo quando nuotiamo in piscina, nel praticare l’hydrospeed invece è l’acqua che ci spinge, perciò inizialmente si ha una sensazione di impotenza perchè sembra di non poter muoverci come ci pare, ma dopo pochissimo ci si rende conto che con poche manovre possiamo sfruttare la corrente a nostro piacimento.
6) Dove ti alleni solitamente e quali fiumi hai sceso in questi anni?
Solitamente faccio un pò di nuoto e bici, ma non serve una preparazione particolare.
Ho fatto Hydrospeed sul Noce in Trentino, sul Sesia in Lombardia, nel Limentra nell’Appennino Tosco Emilano e sul Nera in Umbria
7) Il momento più bello che hai vissuto sul fiume.
Non riesco a sceglere il momento più bello perchè ne ho vissuti veramente tanti, da quando ho fatto la prima discesa in Hydrospeed, fino alla gara del 28 e 29 ottobre.
Il momento più brutto che hai vissuto sul fiume.
E’ stato qualche anno fa, precisamente la mia prima discesa, ero molto sovrapeso e non praticavo sport da parecchio, la muta mi stringeva a tal punto che facevo fatica a respirare, l’istruttore ci disse una serie di cose che era meglio non fare, e io le ho fatte tutte quasi in ordine alfabetico, dulcis in fundo, ho perso per due volte una pinna.
Al chè mi sono detto “Rommy! questo sport è bello! ma forse è meglio fare un pò d’allenamento!!!”
9) Qual’è il gruppo di amici più fico per fare sport estremi?
Quello del PREXTREM.COM
10) Lancia un saluto agli amici di prextreme.com.
Saluto tutte le Ranocchie e i Rospetti che sono scesi in rafting, hydrospeed e cimentati nei sentieri sterrati
con mountain bike o canyoning, che ci hanno seguito in tutti questi anni.
Ringrazio Gessica e Rommy per la loro disponibilità e a tutti gli amici (e non) di prextreme dico:
preparatevi la stagione 2007 si sta avvicinando…
DF